Religione e Democrazia


Renato Nicodemo

Carlo Levi e la Madonna di Viggiano

 

 

In Cristo si è fermato a Eboli Carlo Levi volle rappresentare la sua esperienza del confino in Lucania dove fu destinato dal regime fascista nel 1935-36. Di formazione gobettiana e di tradizione torinese in genere, si trovò in un mondo contadino millenario totalmente diverso dal suo, che descrisse con le lenti del letterato e del poeta, e non con quelle dello storico e del politico. "Non è questo un libro, com'è stato detto, rigidamente realista; Levi - ha osservato De Rienzo - offre un ritratto della Lucania, che conserva quell'alone antico (o meglio magico) che è in genere nella letteratura dedicata al Sud"[1]. Nel libro si può scorgere, quindi, una "dimensione duplice, soggettiva e oggettiva"[2]

Realtà ,dunque, quella da lui descritta, "estranea" ad un intellettuale disorganico come Rocco Scotellaro, che cantò la sua Lucania in modo autentico, perché la viveva quotidianamente.

I riferimenti mariani nel libro sono parecchi, né poteva essere diversamente dal momento che la pietà popolare è in gran parte mariana.

Vi è citata la Madonna nera di Montevergine "una Madonna che si adora (sic) in un celebre santuario nei dintorni di quella città (Avellino)"[3]; è riportata la leggenda della Madonna di Orsoleo, così come gliela aveva raccontata la Giulia di Sant'Arcangelo, citando come protagonista del fatto straordinario un non meglio specificato "Principe Colonna" e non Eligio della Morra, il vero fondatore del convento[4], sono citate le chiese di S. Maria degli Angeli di Gagliano e quella di S. Maria de Idris a Matera.

E' raccontata anche la storia del terzo figlio di Margherita, la donna che lo accudiva, una delle più intelligenti e colte di Grassano per aver fatto fino alla quinta elementare: un bambino di poco più di 18 mesi che sfugge alla nonna e si perde nel bosco. Si mobilitano tutti per cercarlo. Il quarto giorno la madre incontra la Madonna di Viggiano che le indica un fosso dei lupi dove il bambino dorme tranquillo. Per conoscere il destino di questo bimbo miracolato i genitori vanno a Grottole da una maga la quale predisse che il bambino a sei anni sarebbe morto cadendo da una scala. Cosa che puntualmente si avverò[5].

Si vede che il miracolo della Madonna è annullato dal destino predetto dalla maga! D'altra parte questa Madonna che può tutto, perfino aiutare il "sanaporcelle"[6], era impotente contro lo Stato Etico degli hegeliani di Napoli, per cui non c'era che da opporsi col brigantaggio[7].

L'autore però si sofferma di più sulla Madonna venerata a Gagliano:"una povera Madonna di cartapesta dipinta, una copia modesta della celebre e potentissima Madonna di Viggiano"[8] il cui quadro era attaccato nelle case al muro del letto insieme a quello del Presidente Roosevelt "due inseparabili numi tutelari. Da un lato c'era la faccia negra e aggrondata e gli occhi larghi e disumani della Madonna di Viggiano: dall'altra, a riscontro, gli occhietti vispi dietro gli occhiali lucidi e la gran chiostra dei denti aperti nella risata cordiale del Presidente Roosevelt, in una stampa colorata [...]La Madonna era, qui, la feroce, spietata, oscura dea arcaica della terra, la signora saturniana di questo mondo: il Presidente, una specie di Zeus, di Dio benevolo e sorridente, il padrone dell'altro mondo..."[9].

La sua festa cade a metà settembre "la domenica della Madonna". La processione quest'anno è seguita con particolare devozione per chiedere l'arrivo della pioggia dopo un periodo di siccità. "Tra il grano e gli animali, gli spari e le trombe, non era la pietosa Madre di Dio, quanto una divinità sotterranea, nera delle ombre del grembo della terra, un Persefone contadina, una dea infernale delle messi"[10].

E "La pioggia non venne ... malgrado la processione ... La terra era troppo dura per lavorarla, le olive cominciavano a rinsecchire sugli alberi assetati; ma la Madonna dal viso nero rimase impassibile, lontana dalla pietà, sorda alle preghiere, indifferente natura. Eppure gli omaggi non le mancano: ma sono assai più simili all'omaggio dovuto alla Potenza, che quello offerto alla Carità. Questa Madonna nera è come la terra; può far tutto, distruggere e fiorire; ma non conosce nessuno, e svolge le sue stagioni secondo una sua volontà incomprensibile. La Madonna nera non è, per i contadini, né buona né cattiva; è molto di più. Essa secca i raccolti e lascia morire, ma anche nutre e protegge; e bisogna adorarla (sic). In tutte le case, a capo del letto, attaccata al muro con quattro chiodi, la Madonna di Viggiano assiste con i grandi occhi senza sguardo nel viso nero, a tutti gli atti della vita [...]"[11]

Orbene, chi conosce la Madonna di Viggiano sa che trattasi di una statua di stile bizantino salvata dalla furia iconoclasta rappresentante la Madonna, dal viso bellissimo e sereno, che sembra spingere il Bambino a scendere, "come per offrirlo al mondo, dopo averlo partorito nella fede". Il Santuario collocato a 1775 metri sul monte del paese è stato da sempre uno dei centri di spiritualità e fede mariana più importanti della Basilicata e dell'intero Meridione d'Italia. Il culto è radicato a tal punto che intere generazioni di Lucani emigrati all'estero hanno portato nei nuovi paesi di residenza l'immagine della "loro" Madonna. Vi sono state nel passato alcune esagerazioni (contadine che si percuotevano il petto, donne che raggiungevano la vetta scalze, alcune delle quali entravano in chiesa strisciando la lingua sul pavimento, devoti che si lasciavano andare a comportamenti isterici) ma erano esagerazioni presenti, dove più dove meno, in molti Santuari d'Italia!

La descrizione di Levi risulta dunque un travisamento della pietà popolare e mariana, travisamento dovuto, come ha individuato per la prima volta, P. Angelomichele De Spirito[12], all'utilizzazione di spunti di un ateo anticlericale e fazioso scrittore di metà ottocento, Enrico Pani Rossi, il quale nel suo Basilicata tra l'altro scrive: "Le chiese ... (sono) mucchi di pietrami e nulla più: rare quelle che non attendono essere ricostrutte o sollevate da' monti di macerie. Delle scampate poi a tante insanie o del cielo o degli uomini, quale mai la condizione ; taluna meglio che tempio della cristianità si direbbe del paganesimo ... Qui dipinti li più meravigliosi: figure a tre teste o due, divinità a quattro braccia, demoni cornuti : altrove un Mercurio alato : più innanzi tale che con le braccia poderose ti solleva dall'acque una nave ed accenna di porsela, quasi cimiero, in sul capo; lo diresti un Nettuno, meno il tridente; o un Ercole, meno la clava e sconosciuta impresa; o un gladiatore del circo; certo un Dio no: qua Giovi incoronati di spine meglio che Iddii: ed altri numi dei gentili, con di più l'aureola. Madonne dalle forme di Giunone o dal lascivo sorriso di Venere, o dal truce sguardo di Giuditta, meno il coltello; o dal seno le diresti Cleopatre, meno l'aspide.... Altrove un volto impiastricciato d'ogni più procace tinta ; dai capegli incipriati, la diresti una Tersicore pronta a salire il palco, od una baccante lisciata per ogni voglia: null'ha di sacro, meno il costume, l'altare, il tempio ov' hai da adorarla ! (sic) Il più di soventi poi v' hanno santi che nulla ti pare abbiano d'umano ; senza profilo né di volto né di persona, od hanno braccia e membra rettilinee, stecchite, quali gli Egiri fingeano i loro dei e gli Indiani ritraevano Brama e Boudda ; o ne' musei veggiamo le mummie antiche. Tutte le divinità del paganesimo, o quelle di religioni scadute e delle mitologie loro, mischiate a santi inzazzerati di stoppia, e ritratti in quante foggie e forme li più strani pregiudizi o la voce de' miracoli suggerirono: tantoché ti appare in que' templi ogni culto, meno il severo de' cristiani martiri.... Questi in più siti i templi della fede nostra: altri di poco migliori: splendidi nessuno: onde sulla soglia d'essi, di soventi, venga meno ogni pietà, ogni riverenza di devoti"[13].

Il travisamento di Levi risulta evidente anche dal fatto che lo stesso scrittore, quando ricorda che la sera lui e la sorella passeggiavano a braccetto, per l'unica strada del paese, riferisce che venivano salutati dalle donne con le seguenti benedizioni:" Benedetto il ventre che vi ha portati", "Benedette le mammelle che vi hanno allattati"[14], che sono, com'è noto, citazioni bibliche che non potrebbero provenire da persone ignoranti e pagane capaci tutt'al più di intonare canti popolari alla Vergine!

Non sono espressioni che possono provenire da un mondo dove "non c'è posto per la religione" dove " anche le cerimonie della chiesa diventano dei riti pagani, celebratori della indifferenziata esistenza delle cose, degli infiniti terrestri dèi del villaggio"[15].

Per concludere concordiamo col Prof Gabriele De Rosa il quale acutamente osservò che "Sotto l'aspetto religioso lo stesso titolo è una definizione irreale ricalcata sul modello di una religiosità che è fuori dal Mezzogiorno, è una definizione esclusiva, che lega la religiosità al solo esempio della cultura e del costume religioso occidentale, razionale e dialettico. In effetti Cristo è andato oltre Eboli, anche se coperto e nascosto sotto le macerazioni, il miracolismo, l'ascetismo di una pratica religiosa sovrumana, di lontana provenienza orientale. La Chiesa di Roma sta insieme con la pietà indulgente e colta di S. Alfonso e con le macerazioni di Gerardo Maiella"[16]



[1] Cfr. G. De Rienzo, Letteratura italiana del Novecento. Dati, testi, documenti, Brescia 1982, p.472.

[2] Cfr. G. De Donato, Saggio su Carlo Levi, Bari 1974, p. 88.

[3] Cfr. Carlo Levi,  Cristo si è fermato a Eboli, Milano 1978,  p. 30

[4] ivi p. 96

[5] ivi p. 160

[6] ivi p. 167

[7] ivi p. 125

[8] ivi p. 103

[9] ivi p. 107

[10] ivi p. 104

[11] ivi p. 106

[12] AA.VV,, San Gerardo  tra spiritualità e storia - Atti del convegno nel 1° centenario della beatificazione, Materdomini (AV) 1993,

[13] Cfr. Enrico Pani Rossi, La Basilicata, Verona 1868 p 303-305.

Si confrontino, ad esempio, anche i seguenti passi relativi alle sepolture. Levi:"Quando,qualche tempo dopo,il podestà fece fare [..]uno scavo per porre le fondamenta di una casetta [...] invece di terra si trovarono  ossa di morti [...] Più recenti erano le ossa delle tombe sotto il pavimento della Madonna degli Angeli, la chiesa crollata; non ancor calcinate come quelle del cimitero; anzi molte portavano ancora attaccati dei brandelli secchi di carne o di pelle incartapecorita; e i cani le dissotterravano e se le disputavano, correndo con una tibia in bocca e abbaiando furiosi per le vie del paese." (p. 62) Pani Rossi:"Maggior ribrezzo ispira l'irriverenza che presiede alla sepoltura de' trapassati [...] poche sono le comuni ch'hanno cimiteri in sito raccolto e sacro alla religione dei defunti [...] E nel più dei municipi, precipitati gli estinti a ridosso dell'altro,abbracciamenti orribili, in caverne di chiesa sì ma nefarie, ove il lento disfacimento loro impregna gli abitati di miasmi letali.V'hanno ancora comunità, le quali [...] in meno di sei mesi, per mero giuoco forza smuovere sollevando pure l'ossa o le membra non anco spolpate o discoperte da panni [...] narriamo brutture che non han nome, frequente il caso di cani vagolanti per la via, e rosicchianti uno stinco o un teschio fresco sepolto" (pp.253-254)

[14] C. Levi, op. cit., p. 79

[15] ivi p. 102

[16] Cfr. G. De Rosa, Chiesa e religione popolare nel Mezzogiorno, Roma.Bari 1978, pp.100-101