Geopolitica


Enrico Maiorino

LA LEZIONE ABKHAZA E LE GUERRE DELLA FINE DELLA GUERRA “FREDDA”

La Russia rafforza,attualmente, la sua presenza militare in Abkhazia inviando nuove truppe e materiali alle sue forze già presenti nella regione. L’Abkhazia è una delle due regioni caucasiche che si sono separate dalla Georgia nel 1991 con un conflitto sanguinoso(l’altra è l’Ossezia del sud).Contemporaneamente alle manovre militari il governo di Mosca ha accusato la Georgia di aver inviato reparti militari e forze di polizia nel territorio della Valle di Kodori ,enclave sempre control. Dal governo georgiano. Questi rinforzi,secondo Mosca,sarebbero di oltre 1800 uomini più mezzi. I reparti speciali sia abkhazi che osseti continuano le loro attività di infiltrazione ed esplorazione ai confini.Il precedente conflitto armato tra Abkhazia e Georgia può essere così riassunto. L’Abkhazia ha ottenuto la propria indipendenza dopo il ritiro delle truppe georgiane nel settembre 1993. Questo stato non è riconosciuto da nessuno stato o organismo internazionale..Inoltre sul totale della popolazione della repubblica i parlanti la lingua abrasa sono il 18% ,il resto è costituito da russi, armeni ed altri.La Georgia è stata indebolita da altre sconfitte ed il suo esercito ha dovuto affrontare negli scontri non soltanto milizie territoriali abcase ma diverse formazioni armate..un numero molto alto di volontari dalle regioni confinanti del Caucaso –Ceceni ed armeni in modo particolare,così come reparti di fanteria meccanizzata e motorizzata dell’Esercito russo. L’armata georgiana è stata sconfitta e si ritira oltre il Kodori.si stima che il conflitto sia costato la vita ad oltre 10 000 persone. La guerra abkhaza diviene oggettivamente il paradigma dei conflitti armati degli anni novanta ed oggi. I caratteri principali di queste guerre sono nell’ordine: 1) Guerre regionali di usura tra nuovi Stati e nuove alleanze e ,per conseguenza,difficili da poter controllare da parte di maggiori potenze. 2) Si sviluppano,in modo particolare su scacchieri montagnosi e/o di altopiano ove la tendenza ad un continuo allungarsi dei tempi dei combattimenti diviene sempre più una caratteristica dei nuovi conflitti. 3)La partecipazione di milizie volontarie provenienti da diverse,ma sempre altre zone geografiche, con fortissima motivazione al combattimento, reclutamento che si ottiene su base etnico-religiosa e quasi assente la motivazione ideologica. 4)La conduzione delle operazioni da parte di una nuova generazione di ufficiali in numerosi eserciti. Una nuova generazione più tecnicamente preparata delle precedenti,con più libertà di scelta operativa e con una visione della lotta nichilistica.(esula qui la discussione sull’ipotesi dell’impasse militare degli U.S.A in Irak con l’esistenza di una classe di ufficiali preparati ad una guerra ideologica tra potenze e non alle nuove guerre).