Universitą


Lucio Avagliano

Forum Universitą, Ricerca scientifica

E' forse giunta l'ora di accorciare il gap con gli altri paesi per la ricerca e l'innovazione prendendo spunto all'accordo di fine legislatura firmato da Bersani e Mussi nell'ambito del progetto industria 2015.

Malgrado la persistenza del modello top-down e l'assenza di un organismo centrale di direzione strategica c'è da sperare che, come significativo esempio di una collaborazione virtuosa con l'opposizione non si lasci cadere il lavoro già fatto.

A mio avviso un banco di prova potrebbe essere il riordino dell'università nel suo complesso, argomento tabù da trent'anni e passa, poiché anche il settore economico-giuridico-umanistico è non meno importante di quello della ricerca scientifica come dimostra l'esperienza dell'università in Europa e soprattutto degli Stati Uniti.

Il punto di partenza potrebbe essere la constatazione delle degenerazioni delle vecchie procedure di elezione delle Commissioni e delle conseguenti pratiche di nepotismo, ampiamente documentate fino ai giorni nostri dalla stampa. Ma la riconosciuta necessità si è fermata per l'assenza di una proposta alternativa condivisa e che oggettivamente apriva il fianco alle critiche, come quelle a suo tempo poste dalla CRUI. Ma questo non ci pare un buon motivo per perpetuare un sistema che, nel complesso, non aveva dato buona prova (per non perdere i finanziamenti della Finanziaria si disse)

E' possibile che la nuova stagione politica che si è aperta possa trovare una soluzione nuova e condivisibile? Un primo tentativo potrebbe essere quello della recente iniziativa concernente 19 atenei di qualità per i quali sarebbe forse opportuno una modalità di reclutamento sottratto alle vecchie gestioni corporative e alle volte irresponsabili che hanno caratterizzato il vecchio sistema in tante discipline (non tutte per fortuna) , sovente imperniato su un singolo che col tempo ha finito per diventare il dominus incontrastato, come è ben noto. Col duplice effetto negativo di soffocare l'indispensabile pluralismo e di deresponsabilizzare i docenti e di mettere in fuga i giovani ( se il tuo capo non è nel giro buono meglio emigrare).Un problema di non facile soluzione, ma nell'assenza di quella riforma che nell'ultimo trentennio è stata resa operativa in tutti i paesi europei (negli Stati Uniti la c.d. rivoluzione accademica data dagli anni trenta) l'ultima cosa da fare è perpetuare il potere della mafia dei concorsi che ha reso ancora più precaria e incerta la carriera dei giovani, all'interno di un organismo già compromesso dai mancati interventi legislativi.

Che fare? intanto responsabilizzare il docente e l'istituzione che chiedono il concorso sui quali ricadrebbe la responsabilità di scelte palesemente inadatte o sottoponendole a un sistema di concorrenza, che dissuada tali docenti e tale istituzione dal fare scelte sbagliate (cfr. l'intervento di Vera Zamagni in questa rubrica che auspica l'abolizione del valore legale del titolo) ovvero sottoponendo queste scelte ex-post a un sistema di peer-review (in sostanza simile all'attuale revisione triennale però rinforzata), con la minaccia di ridotti finanziamenti.

Su questa tematica riteniamo urgente aprire un forum e chiedere alle forze politiche e sociali di prendere un atteggiamento deciso e responsabile.