Economia


Salvatore Farace

Il costo standard nella PA: i costi della ricerca finanziata dai fondi SIE

 

 

Introduzione

L'azione delle imprese viene spesso condizionate dalla necessità di sostenere dei costi aggiuntivi determinati dall'attività delle pubbliche amministrazioni che vengono definiti in letteratura administrative burdens. Tale "fardello amministrativo è quasi sempre ineludibile in quanto viene ad essere determinato da imposizioni ed obblighi normativi; tuttavia, se le necessità normative e procedurali derivanti da previsioni normative apposite impongono degli oneri per le imprese, l'elemento sul quale si può intervenire è dato dalla dimensione del costo.

L'esigenza di procedure standardizzate e di costi univocamente definiti è tanto più avvertito nel sistema produttivo nazionale, che è costituito principalmente da piccole e medie imprese per le quali voci aggiuntive di costo rischiano di condizionare le i margini di profitto quanto non metto a rischio le attività dell'impresa.

La definizione e l'implementazione di un costo standard per le attività dell'amministrazione genera un vantaggio in termini di costi e di gestione per le imprese, e rappresenta al contempo anche un'occasione per le pubbliche amministrazioni per un'efficiente organizzazione delle diverse procedure.

Il concetto di costo standard può essere declinato in funzione delle diverse attività e livelli della PA e come tale può presentarsi secondo modalità tra loro molto diverse; nel campo dei fondi SIE l'espressa previsione di Opzioni Semplificate in materia di Costi (OSC) rappresenta più che una innovazione in sé, il momento di implementazione su scala più ampia di quanto sperimentato negli anni passati.

In particolare, il Regolamento (UE) 1303/2013 del 17/12/2013, integrato dal Regolamento (UE) 1046/2018, stabilisce agli artt. 67 e 68 importanti principi per quanto attiene le sovvenzioni e le forme di assistenza rimborsabili. Il comma 1 del citato art. 67 stabilisce al punto b) che le sovvenzioni e l'assistenza rimborsabile possono essere stabilite secondo tabelle di costo standard, precisando al successivo comma 5 che tali importi siano stabiliti: a) secondo un metodo di calcolo giusto, equo e verificabile, basato i) su dati statistici o altre informazioni oggettive; ii) su dati storici verificati dei singoli beneficiari; oppure iii) sull'applicazione delle normali prassi di contabilità dei costi dei singoli beneficiari. In questo modo, ove le amministrazioni coinvolte, quali ad esempio ministeri o regioni, provvedano alla definizione di metodologie statistiche per l'individuazione di costi standard per le sovvenzioni e l'assistenza, gli esiti di tali metodologie e cioè i relativi costi standard possono essere prese a riferimento per le operazioni interessate.

L'art. 68 del Regolamento (UE) 1303/2013 stabilisce l'applicabilità di tassi forfettari per i costi indiretti e dei costi per il personale; in particolare, il comma 1 al punto a) prevede un tasso forfettario del 25% dei costi diretti ammissibili a condizione che vi sia alla base un metodo giusto, equo e verificabile o di un metodo applicato per operazioni analoghe; il punto b) prevede che il tasso forfettario sia del 15% senza alcun obbligo di calcolo per lo Stato membro. Il comma 2 del medesimo art. 68 stabilisce che ai fini della determinazione dei costi per il personale connesso all'attuazione di un'operazione la tariffa oraria può essere determinata dividendo il costo annuo lordo documentato per le ore lavorate che sono pari a 1.720.

 

 

 


 

I costi standard per progetti di ricerca a livello nazionale e regionale

 

Le opzioni semplificate sui costi rappresentano una possibilità fondamentale nell'utilizzo dei fondi SIE, dal momento che tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni finanziate dai suddetti fondi ne possono trarre benefici significativi; in considerazione della necessità di realizzare semplificazioni sui costi, il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) ed il Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) hanno emanato di concerto un Decreto Interministeriale il 24 gennaio 2018 (Decreto n. 116) "Semplificazione in materia di costi a valere sui programmi operativi FESR 2014-2020: approvazione della metodologia di calcolo e delle tabelle dei costi standard unitari per le spese del personale dei progetti di ricerca e sviluppo sperimentale" pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 106 del 09/05/2018.

 

Il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca

Il Decreto Interministeriale il 24 gennaio 2018 (Decreto n. 116) "Semplificazione in materia di costi a valere sui programmi operativi FESR 2014-2020: approvazione della metodologia di calcolo e delle tabelle dei costi standard unitari per le spese del personale dei progetti di ricerca e sviluppo sperimentale" è stato emanato in funzione della necessità della semplificazione di alcune delle voci di costo più importanti delle operazioni finanziate con i fondi SIE. In particolare, tale norma fa riferimento alla voce di costo del personale dipendente, il cui calcolo generalmente lascia spazio a discrezionalità ed interpretazioni normative che sono potenzialmente foriere di contenziosi tra le parti, con la conseguenza di influenzare molto la tempistica e la certezza delle attività delle operazioni finanziate. Il Decreto Interministeriale è strutturato in due parti fondamentali:

-      Sezione 1, nella quale vengono presentate: un esame delle principali fonti bibliografiche sul tema; le risultanze di un'approfondita analisi strutturate sulle operazioni finanziate in passato, i dati dei principali contratti collettivi nazionali, la messa a punto di una metodologia di analisi dei costi.

-      Sezione 2 che presenta i costi ammissibili del personale dipendente per le diverse tipologie di soggetto beneficiario di operazioni cofinanziate e relative a progetti di ricerca: Università, Imprese ed Enti Pubblici di Ricerca.

 

L'applicazione di una metodologia di analisi dei dati rappresenta un presupposto imprescindibile per la determinazione del costo standard da applicare alle operazioni finanziate; in particolare la norma prevede un'analisi delle fonti bibliografiche, l'analisi statistica delle risultanze delle operazioni finanziate in passato ed una ricognizione dei principali contratti collettivi nazionali. Infatti, come si è detto in precedenza, l'applicazione di metodi di calcolo dei costi secondo standard oltre ad essere facoltativa (e non obbligatoria) richiede preventivamente una metodologia di determinazione del costo stesso che sia univoca e sufficientemente fondata. Allo scopo di provvedere alla identificazione dei costi standard il MIUR ed il MISE hanno preventivamente analizzato la documentazione nazionale e comunitaria e quanto stabilito dalla Regione Lombardia e dalla Regione Piemonte in materia.

Il passo successivo è stata l'analisi dei progetti finanziati, complessivamente 724 per un costo totale (da decreto di concessione) prossimo a 4,8 miliardi di €, per oltre 3 miliardi di € a valere su PON/PAC e 1,4 miliardi di costo di personale. I costi effettivamente rendicontati ammontano al momento dell'analisi a oltre 300 milioni di euro per un'articolazione settoriale che vede prevalere il settore energetico (22%), le Smart, secure and inclusive communitie (21%), la mobilità sostenibile (15%), come si evidenzia dalla tabella riportata di seguito.

L'analisi è stata effettuata costruendo una banca dati con le informazioni di dettaglio su ciascuno dei progetti finanziati, in conformità con quanto stabilito dall'UE in termini di coerenza temporale[1], un periodo che dal 2009 al 2016. In questo caso i progetti sono complessivamente 367 di cui 190 MIUR e 177 del MISE; ulteriori elementi analizzati sono i contratti collettivi nazionali dei settori maggiormente rappresentati a livello di campione, tra i quali i principali sono Metalmeccanico con il 60,3%, il Chimico con l'8,6% e Commercio/Terziario con l'8,3%; lo studio dei contratti è stato esteso anche agli Enti Pubblici di Ricerca che rappresentano un universo abbastanza articolato con ben 12 diverse istituzioni  e con le Università vigilate dal MIUR. Una volta ottenuto il database, si è dovuto procedere ad un'opportuna operazione di ripulitura, in funzione della necessità di eliminare le incongruità e le anomalie, per cui degli iniziali 52.211 record si è passati ad un numero di 33.320 record relativi a 804 SAL (operazioni) di cui 471 del MIUR e 333 di progetti MISE. L'analisi effettuata permette di assolvere quanto richiesto dall'Art. 67 par. 5 che prevede che le tabelle relative ai costi standard siano elaborate su "dati storici verificati dai singoli beneficiari" costruiti e verificati in modo da evitare tutte le possibili anomalie ed incongruità.

L'analisi della popolazione ha portato un campo di variazione della retribuzione oraria molto ampio da € 6 a € 180; per quanto attiene le diverse tipologie di soggetti interessati, il campo di variazione è molto ampio nel caso di EPR e delle imprese, mentre per le Università il range è più ridotto. I dati ottenuti sono stati elaborati tenendo conto dei CCNL considerando quali costo complessivo del lavoro i seguenti elementi: la retribuzione diretta, la retribuzione differita, gli oneri previdenziali ed assistenziali, gli ulteriori costi previsti dal contratto, con esclusione degli emolumenti ad personam, gli straordinari ed i premi. L'analisi effettuata dal MIUR e dal MISE mette in evidenza come in linea generale, i costi rendicontati dalle imprese siano maggiori dei costi previsti da contratto, dal momento che le voci effettive rendicontate tengono conto di elementi aggiuntivi, quali superminimi, scatti di anzianità, accordi collettivi ed individuali. Le differenze tra i valori previsti ed il rendicontato sono meno marcate nel caso degli Enti Pubblici di Ricerca, mentre non vi sono sostanziali differenze nel caso del personale universitario.

Il procedimento di calcolo del costo medio orario (costo standard) partendo dai 33.223 record ha visto l'applicazione di diversi filtri allo scopo di controllare per le eventuali anomalie; innanzitutto le voci di spesa sono state indicizzate tutte al 2016 per permettere omogeneità di confronto; successivamente sono state esaminate solo operazioni senza stralci di spesa e con corretta individuazione del beneficiario (Impresa, EPR, Università) eliminando i record con tale campo vuoto. Stesso discorso è stato fatto con il campo macro qualifiche ed infine sono stati eliminati i record con costo orario del lavoro inferiore a 6 e superiore a 180 euro.

 

 

 

Tabella 1 - Finanziamenti analizzati per settore SNSI

Settore

Valore %

Energia

22,0

Smart, Secute and Inclusive Communication

21,0

Mobilità sostenibile

15,0

Design, creatività e made in Italy

11,0

Salute

10,0

Fabbrica intelligente

6,0

Agriffod

5,0

Tecnologie per gli ambienti di vita

3,1

Aerospazio

3,0

Tecnologie per i beni culturali

2,4

Chimica verde

0,8

Blue Growth

0,7

Totale

100,0

 

 

Per quanto attiene il personale delle imprese, l'86% appartiene alla fascia bassa, l'8% alla media ed il 6% a quella alta; per gli EPR la fascia bassa rappresenta il 23% del personale rendicontato, la media è quella con la quota maggiore (60%) e la fascia alta rappresenta il 17%. Nel caso delle università infine la fascia bassa rappresenta il 48% mentre l'alta e la media sono rispettivamente il 28% ed il 25%.

 

 

Tabella 2 - Personale utilizzato dai beneficiario nella realizzazione dei progetti di ricerca per fascia

Beneficiario/Fascia

Bassa

Media

Alta

Imprese

86%

8%

6%

EPR

23%

60%

17%

Università

48%

25%

28%

 

 

L'Allegato 2 al suddetto Decreto stabilisce per il personale dipendente dei soggetti partecipanti a progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale l'applicazione di criteri univoci e standardizzati per la determinazione dei relativi costi. In particolare, il costo riconosciuto per ciascuna unità di personale utilizzata nel progetto di ricerca è calcolato sulla base di 2 variabili:

1)     Il numero di ore lavorate

2)     Il costo orario

 

La necessità di evitare incertezze e potenziali contenziosi, oltre che lungaggini nelle operazioni di controllo e verifica della congruità delle spese sostenute da parte degli organismi a ciò preposti, ha spinto i suddetti Ministeri a predisporre tabelle per la determinazione dei costi in via standardizzata, evitando il ricorso ad una determinazione sulla base di livelli e contratti nazionali spesso molto diversi per settore, e talvolta non aggiornata, per i quali si rendeva necessaria la revisione sulla base degli indici del costo della vita.

 

 

Tabella 3 - Costi orari standard unitari per le spese di personale dei progetti di ricerca e sviluppo

Fascia di costo - Livello

Beneficiario

Imprese

Università

EPR

Alto

€ 75,00

€ 73,00

€ 55,00

Medio

€ 43,00

€ 48,00

€ 33,00

Basso

€ 27,00

€ 31,00

€ 29,00

 

 

Dal momento che le Università e gli Enti Pubblici di Ricerca sono fattispecie specifiche ed univocamente identificati, per cui quando non si ricada in una delle suddette fattispecie il beneficiario appartiene alla categoria delle imprese.

Un aspetto molto importante attiene l'identificazione univoca delle unità di personale appartenente, per i diversi beneficiari alle diverse fasce di costo; in particolare, le diverse categorie possono essere sintetizzate nella seguente tabella:

 

 

Tabella 4 - Schema di sintesi delle professionalità per livello di personale

 

Livello

Imprese

Università

EPR

Alto

Livello dirigenziale

Professore ordinario

Dirigente di Ricerca, Tecnologo di I livello, Primo Ricercatore, Tecnologo di II livello

Medio

Livello quadro

Professore associato

Ricercatore e Tecnologo di III livello

Basso

Livello operaio e impiegato

Ricercatore e Personale TA

Ricercatore, Tecnologo di IV, V, VI e VII livello, Collaboratore Tecnico

 

 

Il Decreto precisa, inoltre, il numero di ore massimo annuo per le diverse categorie di beneficiari; in particolare per le imprese si fa riferimento ai contratti collettivi nazionali, mentre per il personale degli EPR ai regolamenti interni; per il personale universitario il numero massimo di ore annue è 1.500.

 

 

Il costo standard nella disciplina regionale

 

Di seguito vengono presentati le diverse previsioni in tema di spese di personale dipendente rendicontabile nelle principali regioni italiane in tema di attuazione di progetti di ricerca.

 

Regione Lombardia

La Regione Lombardia è stata con il Piemonte, la prima a dare applicazione a quanto statuito degli artt. 67 del Regolamento (UE) 1303/2013; allo scopo di determinare il costo standard è stata effettuata l'analisi dei dati relativi alle sole operazioni finanziate dal FESR nel periodo 2007-2013 in quanto assimilabili a progetti di ricerca escludendo tutte le altre. Le operazioni prese complessivamente in considerazione sono 856, da queste sono state escluse le seguenti operazioni: non concluse, con rendicontazione finale non validate, con spese di personale validate inferiori al rendicontato, con decurtazioni dovute a controlli di vario tipo. Gli interventi rimasti dopo un'ulteriore ripulitura dovuta all'associazione di due diverse operazioni sono 315 che hanno permesso di alimentare i database con 3.786 record. Nel database le due diverse tipologie di beneficiari, imprese ed organismi di ricerca, hanno permesso di classificare le qualifiche del personale in funzione delle tipologie individuate. Per le imprese le qualifiche individuate sono: dirigente, quadro, impiegato, operaio e collaboratore; per gli organismi di ricerca il campo che permette di differenziare le specializzazioni del lavoro è stato denominato mansione, diverso ed autonomo da quello precedente (qualifica). Per gli organismi di ricerca la mansioni sono: professore ordinario, professore associato, ricercatore, assegnista di ricerca, responsabile, tecnico; successivamente, il database è stato ripulito record mancanti del suddetto campo. I dati ottenuti hanno permesso un controllo di consistenza, e la coerenza dei costi orari del personale rendicontati con quelli calcolati dal database arrivando a 3.349 utili ai fini delle operazioni per la stima del costo standard. Tuttavia, prima di procedere al calcolo, le diverse voci di costo sono state tutte indicizzate al 2015 allo scopo di permettere l'omogeneità dei dati e la loro confrontabilità; la distribuzione di frequenza può essere rappresentata con una campana unimodale asimmetrica, con una elevata concentrazione intorno al valore medio di € 32,00/ora. Il campo di variazione è molto grande andando da un minimo di € 2,90/ora ad un massimo di € 148,80/ora. La presenza di outlier anche nelle distribuzioni per qualifica (impresa) e mansione (organismi di ricerca) ha reso necessario l'utilizzo di medie troncate allo scopo di ridurre l'impatto dei valori estremi sul calcolo delle medie. Alla fine, dopo le correzioni effettuate il campo di variazione del costo orario è da un minimo di € 6,45 ad un massimo di € 114,41, con una media di € 31,35.

Il costo standard per il personale utilizzato in progetti di ricerca è stato determinato dalla Regione Lombardia per le imprese in € 30,58 e per gli organismi di ricerca in € 35,47; tale dato è il risultato del calcolo effettuato per le imprese su 2.817 record con un minimo di € 6,45/ora ed un massimo di € 114,41, mentre nel caso degli organismi di ricerca l'analisi è stata effettuata su 532 record con un minimo di € 9,65/ora ed un massimo di € 96,70/ora.

Il valori del costo standard hanno trovato applicazione nelle Linee Guida per la rendicontazione delle spese ammissibili dell'Avviso "Linea Innovazione" approvato con D.d.u.o. n. 12393 del 28/11/2016.

 

 

Regione Piemonte

La Regione Piemonte nella Versione 2 della Guida unica alla rendicontazione dei costi ammissibili. POR Piemonte FESR 2014/2020 prevede per i beneficiari e destinatari dei finanziamenti del POR FESR 2014-20 il calcolo delle spese del personale dipendente utilizzando la metodologia del costo standard; in particolare la valorizzazione oraria standard è di € 30,00 per le imprese e di € 35,00 per gli organismi di ricerca.

Il calcolo del costo orario sopra riportato è stato effettuato tenendo conto delle prescrizioni dell'art. 67 del Regolamento (UE) 1303/2013 della Guida EGESIF 14-0017; in particolare, l'Ente ha analizzato i progetti presentati nel periodo di programmazione 2007-2013 per i bandi relativi a settori innovativi per complessivi 954 e 63.703 record; il periodo di riferimento sono gli anni dal 2012 al 2015 rispettando la prescrizioni di un periodo di almeno 3 per i dati contabili. La prima ripulitura dei record dei progetti revocati o in corso di revoca, mancanti della dichiarazione finale di spesa validata, perché mancanti di ore e costo orario, perché mancanti della classificazione ente e per spese non validate. Questa prima ripulitura ha portato ad un dataset di 23.432 record distribuiti su 309 progetti. Per ogni record è stata verificata la coincidenza tra l'importo validato su voce ed il prodotto tra ore lavorate e costo orario; questa seconda ripulitura ha portato a 20.725 per 299 progetti. L'ultima operazione si è resa necessaria per verificare le qualifiche o mansioni del personale interessato.

Il database, nella sua struttura finale, contiene 16.151 record per un numero di progetti pari a 275; in questa fase dell'analisi è stata effettuata l'indicizzazione applicando i coefficienti ISTAT per gli anni di riferimento, in modo da ottenere dati omogenei e confrontabili.

La rappresentazione grafica della distribuzione così ottenuta evidenzia un'asimmetria sinistra ed una concentrazione forte nell'intorno del valore di € 19,00; il campo di variazione va da un minimo di € 4,00 ad un massimo di € 139,00. La successiva analisi è stata condotta sulle due tipologie diverse di enti: imprese ed organismi di ricerca. I record per le imprese sono 11.736 per 933 imprese; il campo di variazione è da un minimo di € 4,00 ad un massimo di € 139,00. Le qualifiche contrattuali sono: collaboratori, operai, impiegati, dirigenti/quadri; la distribuzione degli impiegati ha richiesto il calcolo di medie troncata a causa della presenza di valori anomali. Il calcolo della media dei costi per le diverse qualifica così effettuato ha portato per le imprese ad un valore di € 30,00.

Gli organismi di ricerca rappresentano il 27% del campione per 4.415 record e 291 lavoratori interessati; la distribuzione presenta una dispersione maggiore con un costo orario più frequente di € 32,00. Le mansioni considerate sono: ricercatori, tecnici/amministrativi e professori; per la prima categoria si è reso necessario il calcolo di una media troncata al 5%. Il valore medio del costo orario del personale così calcolato per gli organismi di ricerca ammonta a € 35,00.

 

Le altre regioni

Le Regioni Campania e Basilicata hanno fatto proprio quanto stabilito da MIUR/MISE per il costo orario standard; la prima con D.D. 140 del 21/05/2018 Semplificazione in materia di costi a valere sul POR Campania FESR 2014 - 2020. Adesione alla metodologia di calcolo per l'applicazione delle tabelle di costi standard unitari per la rendicontazione delle spese del personale dei progetti di ricerca e sviluppo sperimentale: adozione della metodologia e delle tabelle di cui al decreto interministeriale (MISE - MIUR) n. 116 del 24/01/2018, pubblicato sul BURC n. 36 del 21/05/2018.

La Basilicata con Deliberazione n 297 del 13/04/2018 avente ad oggetto PO FESR Basilicata 2014-2020 - Descrizione del sistema di gestione e controllo. Adozione opzioni semplificate di costo ex articoli 67 e 68 del Regolamento (UE) n. 1303/2013 per i progetti di ricerca e sviluppo, ha stabilito di utilizzare i costi orari standard come elaborati del MIUR e MISE. Anche la Regione Umbria, con DGR 7480/2018 ha approvato i costi orari standard per il personale utilizzato in progetti di ricerca

La Regione Toscana ha emesso le sue Linee Guida per la presentazione della rendicontazione della spesa il 18/06/2018 (Ver 00), proponendo lievi modifiche il 22/06/2018 (Ver 01); in

 

Le pagine seguenti presentano i dati di confronto per il calcolo del costo del personale come previsto a livello nazionale e regionale per le diverse tipologie di beneficiario (imprese, EPR, Università).

 

 


Tabella 5 - Costo del personale impiegato in progetti di ricerca - Beneficiario imprese

Tipologia figura profess.

MIUR/MISE

Lombardia

Piemonte

Calabria

Basilicata

Campania

Umbria

Emilia Romagna

Toscana

Sicilia

Alto

 €        75,00

 

 

 

€       75,00

€      75,00

 €    75,00

 

 

 

Medio

 €        43,00

 

 

 

€       43,00

€      43,00

 €    43,00

 

 

 

Basso

 €        27,00

 

 

 

€       27,00

€      27,00

 €    27,00

 

 

 

Unico

 

€        30,58

€       30,00

€      21,10

 

 

 

CCNL se applicato/
calcolo costo orario

CCNL se applicato/
calcolo costo orario

Calcolo costo orario

Ore annue rendicontabili per unità di personale

Massimo di categoria

 

 

 

 

 

       1.720

         1.720

         1.720

       1.720

 

 


 

 

Tabella 6 - Costo del personale impiegato in progetti di ricerca - Beneficiario Ente di ricerca

Tipologia figura profess.

MIUR/MISE

Lombardia

Piemonte

Calabria

Basilicata

Campania

Umbria

Emilia Romagna

Toscana

Sicilia

Alto

 €        55,00

 

 

 

€       55,00

€      55,00

 €    75,00

 

 

 

Medio

 €        33,00

 

 

 

€       33,00

€      33,00

 €    43,00

 

 

 

Basso

 €        29,00

 

 

 

€       29,00

€      29,00

 €    27,00

 

 

 

Unico

 

€        30,58

€       35,00

€      37,30

 

 

 

 

 

Calcolo costo orario

Ore annue rendicontabili per unità di personale

Previsione da regolamento interno

 

 

 

 

 

    1.720

         1.720

       1.720

 

 


 

Tabella 7 - Costo del personale impiegato in progetti di ricerca - Beneficiario Università

Tipologia figura profess.

MIUR/MISE

Lombardia

Piemonte

Calabria

Basilicata

Campania

Umbria

Emilia Romagna

Toscana

Sicilia

Alto

€        73,00

 

 

 

€       73,00

€      73,00

€    75,00

 

 

 

Medio

€        48,00

 

 

 

€       48,00

€      48,00

€    43,00

 

 

 

Basso

€        31,00

 

 

 

€       31,00

€      31,00

€    27,00

 

 

 

Unico

€        30,58

€       35,00

€      37,30

 

 

 

 

 

Calcolo costo orario

Ore annue rendicontabili per unità di personale

1.500

 

 

 

 

 

       1.720

1.720

       1.720

 

 

 


 

Le spese generali

 

 

 

 

Tabella 8 - Modalità di calcolo delle spese generali

Regione

Modalità di calcolo

Lombardia

15% costo del personale

Piemonte

15% costo del personale

Emilia Romagna

25% delle voci di costo: Personale, Attrezzature e strumentazioni, Altre spese dirette

Basilicata

25% dei costi diretti ammissibili

Sicilia

7% del totale dei costi ammissibili

Umbria

15% costi diretti del personale

Campania

15% costi diretti del personale

 

 

 


 

 

Bibliografia

 

Commissione Europea (2015) Guida alle operazioni semplificato in materia di costi (OSC). Fondi strutturali e di investimento europei (SIE), Unione Europea

Regione Calabria, Metodo di calcolo per l'applicazione delle tabelle di costi standard unitari (art. 67, c.1, lett. B del Reg. (UE) n- 1303/13) per la rendicontazione delle spese del personale dei progetti di ricerca e sviluppo finanziati a valere sulla Programmazione 201-2020.

Regione Basilicata, PO FESR Basilicata 2014-2020 - Descrizione del sistema di gestione e controllo. Adozione opzioni semplificate di costo ex articoli 67 e 68 del Regolamento (UE) n. 1303/2013 per i progetti di ricerca e sviluppo, DGR 297/2018

Regione Emilia-Romagna, Criteri di ammissibilità dei costi e modalità di rendicontazione, DGR 774/2015

Regione Lombardia, Linee guida per la rendicontazione delle spese ammissibili Avviso "Linea Innovazione", 2016

Regione Lombardia, Semplificazione in materia di costi POR FESR 2014-2020: approvazione delle tabelle standard dei costi unitari per le spese del personale dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, DGR X/4664 del 23/12/2015

Regione Piemonte, Guida unica alla rendicontazione dei costi ammissibili. POR Piemonte FESR 2014/2020 Aiuti alle imprese e a soggetti diversi da imprese. Versione 2 - Ottobre 2017

Regione Piemonte, D.D. 31/05/2016 N. 311 P.O.R. Piemonte F.E.S.R. 2014/2020 - Opzioni di semplificazione dei costi (OSC). Approvazione della metodologia e delle tabelle standard dei costi unitari per le spese del personale dei progetti di R6S

Regione Toscana, Linee guida per la presentazione della rendicontazione di spesa, Decreto 7165 del 24/05/2017 e Decreto 7429 del 31/05/2017

Regione Umbria, Linee guida in materia di ammissibilità, rendicontazione e verifica amministrativa della spesa. POR FESR 2014-2020 Azione 1.1.1.

Regolamento UE n. 1299/2013

Regolamento UE n. 1303/2013

Regolamento UE n. 1304/2013

Regolamento UE n. 1305/2013

 



[1] L'Unione Europea stabilisce che l'analisi deve riferirsi ad un periodo temporale di almeno un triennio allo scopo di evitare il potenziale impatto sul calcolo delle fluttuazioni congiunturali.