Storia Economica dell'etą contempor


Lucio Avagliano

Stabilitą e continuitą

 

 

 Stabilità e continuità, cosi il New York Times, commentando il trionfo di Cameron, come è dimostrato dall'andamento positivo della borsa e da quella della sterlina. La vittoria di Cameron si è basata principalmente sulla politica interna, per la quale risorge Blair indicando nel Centro, come negli Stati Uniti, la nuova politica da perseguire. Ma i problemi di Cameron riguardano la politica estera, innanzitutto per la Scozia poi l'atteggiamento da tenere verso Francia e Germania riguardo i problemi dell'Ucraina e del Mediterraneo principalmente.
Improponibile il paragone con la legge elettorale in Italia, dove storicamente non c'è mai stata una destra politica per il diverso cammino seguito dallo sviluppo industriale.
Improponibile anche il paragone con l'austerità italiana per la persistenza della questione meridionale che richiedeva al contrario una politica di sviluppo per il rischio della depressione che si sarebbe estesa a tutto il paese.

 

 

  

 

 Ritorno alle origini o passo in avanti?

 

Le banche popolari sono state ambigue fin dalle origini, nascendo dall'aiuto per le piccole imprese agricole e industriali, su un terreno già occupato dalle Casse di Risparmio create da Quintino Sella, dalle Casse Raiffeisen e da altri enti, per cui esse si qualificarono, ben presto, tra le polemiche, come banche borghesi, e tali si sono sviluppate negli anni, pur tra una serie di contraddizioni.

Oggi un recente Decreto vorrebbe riconoscere questa realtà di fatto, eliminando gli ostacoli ancora persistenti per tale ascesa, che ha provocato lunghe discussioni in Parlamento. Dunque non è la sostanza che è cambiata, ma il modo di intervento del Governo tramite un Decreto che ha indubbiamente favorito quanti erano al corrente di esso, generando sospetti per un'operazione che è sembrata troppo affrettata, e non in grado di offrire i necessari chiarimenti nella sede propria del Parlamento.

Alcuni si sono chiesti se c'erano veramente motivi di necessità ed urgenza, quali la forma prescelta del Decreto richiede ai Sensi della vigente Costituzione. Ciò senza dubbio suscita la critica veemente a tale forma di governare per Decreti, specie in una delicata questione di governance economica, per cui è sembrato opportuno ad alcuni preferibile che si fosse adottata la forma del Disegno di Legge, da considerare normale in tale situazione di così profonda trasformazione e anche per evitare il pericolo dell'intervento di banche straniere nei confronti del nostro risparmio, decisivo specie in un momento di profonda crisi dell'economia italiana.